Lo Yogurt del Premier

Pubblicato il da caelsius

 

Silvio non ci dormiva sopra. Questo pasticciaccio col suo grande amico il Raiss non gli andava giù. Quando gli alleati gli hanno chiesto di coinvolgersi ha detto ni, ed ha concesso le basi. Poi quando gli hanno chiesto di dargli qualche cacciabombardiere, dopo qualche titubanza ha detto so….Però non si convinceva. Poi con Bossi e Calderoni a dissuaderlo..lui che già di per sè non era per niente convinto: un coltello impietosamente rigirato nella ferita. “Ok. Domani chiamo Barack e gli dico che non sono d’accordo, che l’Italia si dissocia dall’intervento in Libia”  Drin drin; drin drin….”Hi there Barack, how are you? Come stai?….vecchio filibustiere…te la passi bene eh? Ti trovo sempre più abbronzato…” “ Ah, ciao Silvio. A cosa devo la tua chiamata? Vuoi partecipare ai bombardamenti pure tu, eh?….Dai, su, dì la verità….eh lo sapevo che saresti stato dei nostri…” “Ecco, si, ti chiamavo proprio per questo…. Quando cominciamo…?” Ma i rimorsi non lo abbandonavano. Povero Raiss, io ad Arcore sotto il cedro del Libano e lui là, sotto le bombe….Come si può fare?  “Chiamatemi il Raiss….ci devo parlare….” “Ciao Gheddy, come va?” “Ciao Si, come vuoi che vada….non te lo immagini?…Mo ti ci sei messo pure tu….”” Dai Gheddy, non farmi venire sensi di colpa ..lo sai che ti voglio bene, ma mi hanno incastrato…ho le mani legate….ma secondo te, mi posso mettere da solo contro USA, Uk, Francia e Canada? Lo sai, mi distruggerebbero! ….Sono imperialisti…lo sai meglio di me….mettono un altro al posto mio, magari D’Alema che è un pacifista e buonanotte!....e so cavoli tuoi le bombe che ti tirano dopo.….Invece pensavo una cosa…..” “Dimmi Silvio, che hai pensato?” “E se io ti prestassi i miei cacciabombardieri?” “No!...Ma me li presteresti davvero….?”    “ No, aspetta non in quel senso….Io te ne mando giù 5 o 6. Poi i piloti li mandiamo una settimana a Djerba che i ragazzi si divagano un po’, e alla guida dei caccia ci metti i tuoi. Ti bombardi da solo qualche pezzo di deserto abbandonato, rumore tanto, danni pochi o niente….nessuna vittima…e siamo tutti contenti..loro, tu, io….. Che ne dici?” “Silvio…ma sei matto? Figurati se prima o poi non si viene a sapere……e che figura ci facciamo? E poi, se a te in Italia ti cacciano, a me qui mi squartano….No, no, per carità…” “Uffa, vabbeh, mi sembrava una buona idea, per una volta che me ne viene una in testa ….Ok, mo ci penso e ti faccio sapere… Ciao, salam…” Disteso sul candido telo di lino della sdraia col telaio in pregiatissimo tek, sotto il cedro del Libano, il braccio ripiegato sulla fronte, gli occhi socchiusi, immerso in profondissime meditazioni, il Premier non si rassegna. Ma che fare? Sono le quattro e mezzo del pomeriggio, è l’ora della merenda. Telefona col cellulare alla servitù. Risponde Bonaiuti. “Mi portate uno yogurt e del succo d’arancia per favore?” Glieli portano. Lui prende lo yogurt in mano e mentre fa per togliere il coperchietto argentato gli cade l’occhio su delle cifre stampate sullo stesso: 12 06 11. Chiama subito Capezzone e Cicchitto: “Ma cosa sono queste cifre sul coperchio del mio yogurt? Ne sapete niente voi?” Mentre Cicchitto affonda nella sua perplessità, Capezzone, che avendo frequentato i radicali è l’intellettuale del gruppo, starei quasi per dire l’ideologo se poi ciò non suonasse offesa per Gianni Letta, ci pensa su un attimo, poi il viso dello spokesman si illumina di un radioso sorriso: “ Quella è la scadenza, Silvio, la data della scadenza del prodotto….” “Ah, la scadenza…la scadenza. Siiiiiii…Eccola la soluzione!!…..la data di scadenza!!……ma si!!! ……ecco quello che dobbiamo fare…. dobbiamo mettere una data di scadenza ai bombardamenti in Libia!!! Chiamatemi Sarkozy…. Mo glielo dico subito…deve cedere su questo…altrochè se deve cedere…” Drin drin, drin drin:”Ciao Sarky. Tutto bene? Dicevo…sai …Non vi posso dire di no, non posso deludervi, però….”  “Silviooooooooooooooooooo, salut, come stai? Lo sapevo che mi avresti chiamato, lo stavo dicendo a Carlà, me lo sentivo….ti pensavo…Sai, ti stimo tanto, lo so che non sei uno sprovveduto…tu gli affari li annusi subito…Sono contentissimo, ero certo che ti saresti convinto a cedere la Parmalat alla Lactalis……bravo…Vedi che te la paghiamo bene!….Sicuro almeno il 20% del suo valore di capitalizzazione in borsa…”  “ La Parmalat? Ma, io…. veramente io….Che c’entra la Parmalat….? Ma si, vabbeh…se proprio la vuoi..Però io mi preoccupavo di mettere la scadenza ai…..”” Ma di che ti preoccupi Silvio? Ma ti pare? La Lactalis è una azienda serissima, è certificata ISO 9001, 9002, 9003, 9004, 9006…ti pare che possano non mettere la scadenza sui prodotti derivati dal latte?” “Ecco, infatti era di questo ci stavamo preoccupando un po’ tutti qui, noi, l’opinione pubblica, i media…se vi prendete la Parmalat la scadenza sui prodotti poi ce la mettete voi…d’accordo?” “Ma ouiiiiiii, ma stanne certo, rassicura i tuoi, il Parlamento, tutti gli italiani….Ce la mettiamo, ce la mettiamo la scadenza, parola di Primo Ministro!””Ah, bene, ok, va bene. Però c’è un’altra cosa che ti volevo dire…ce l’hai due minuti?..,” ”Due minuti? Per te? Ma per te ho due ore, due giorni, due anni….dimmi, ti ascolto…..” “Ecco qui siamo preoccupati, sai io, Umby e gli altri…il problema dei clandestini…lo dobbiamo risolvere…tu a Mentone m’hai chiuso tutto…io come devo fare?” “Ah, vero, bravo che te ne sei ricordato, Mon Dieu che testa che c’ho….uffa hai ragione. ‘Sta questione va proprio risolta, sei d’accordo Silvio?” “ Si, certo che son d’accordo. Qui mi arrivano 10.000 immigrati, se chiudi la frontiera…” “Ecco appunto Silvio, io riapro a Mentone, perché qua di immigrati me ne arrivano 50.000 per cui bisogna riequilibrare, te ne devi prendere un po’ anche tu…non te la puoi cavare con soli 10.000….” “Certo, proprio questo dicevamo con Fratini e Maroni, bisogna riequilibrare, ma se tu chiudi a Mentone, come fanno i tunisini a raggiungere l’Italia dalla Francia? Lo capisci, no?” ”Non preoccuparti Silvio, lo so…ti pare che non ti vengo incontro? Mo riapro la frontiera e te ne scarico 20.000 così alla fine facciamo 30.000 ciascuno. T’è cuntent? Vedi che studio pure il lombardo per farti contento…” “Si certo, ero sicuro che un punto d’intesa un “intente cordiale” lo avremmo trovato. Quando c’è l’amicizia…. Merci Sarky, a bientot” Il Premier chiude il cellulare, si ri-distende sulla sdraia, socchiude gli occhi e pensa. “E’ stata una giornata intensa: Gheddy, Oby, Sarky, Capezzolone, pardon, Capezzone….la politica estera, l’economia, i clandestini, gli amici di governo, lo yogurt. La fanno facile, ma lo so io che peso porto sulle mie povere spalle, quello che mi costa di tempo, di salute e di preoccupazioni, che razza di disagio fisico,...morale a fare il Premier..Vorrei vedere loro qui, al posto mio, …ingrati..…Mah, la Lega sarà contenta… me la son cavata bene, è andata bene con tutti mi pare…mo arrivano pure le amministrative, gli elettori apprezzeranno il mio saper fare, la mia capacità di prendere di petto i problemi e trovare soluzioni....” Arriva il senatur. “Ciao Umby, come va?” “Come vai tu, m'hanno detto che hai parlato con  Gheddafi, Obama e Sarkozy. Com’è andata? C’erano questioni in sospeso: il ruolo dell’Italia in Libia, il termine per la cessazione dei bombardamenti, i clandestini… ”  “ Umby, ho appena attaccato con Sarky. L’ho distrutto! Prima con Obama avevo ribadito che per i bombardamenti italiani non se ne fa più niente…” “Bravo Silvio…” “ Non se ne fa più niente a meno che non venga stabilita una data  di scadenza certa….“ Ah, si certo, e lui che ha detto?” “Niente, ha detto che avevo ragione. Però si preoccupava di come l’avrebbe presa Sarkozy. Tranquillo Oby, gli ho fatto, non ti preoccupare, con Sarky ci parlo io…” “Ah, e tu ci hai parlato, no? E che t’ha detto?” “ Poveraccio, e che mi doveva dire? Pensa, ad un certo punto non aveva più parole, affondato su tutto il fronte, tanto che per uscire dall’impasse ha tirato fuori che voleva la Parmalat….ahahahahahahahah voleva la Parmalat!!!” “ E tu?” “ E io? E io, io gliel’ho data. Che vuoi che me ne freghi della Parmalat se poi ha ceduto su tutto il resto…” “ Ma ha mollato pure sulla data di scadenza, Si?” “E certo!! E come no? Sulla data sono stato inflessibile, un muro di cemento inattaccabile, e mi viene pure il dubbio di essere stato un po’ troppo duro con il Sarky…Ma quando ci vuole…” “Bravo Silvio! E dei clandestini tunisini che t’ha detto? E’ gente che è scappata per colpa sua…Non ci fosse la guerra francese in Libia starebbero ancora tutti là a lavorare…” “ Tutto a posto, Umby, ma ti pare che non gliela buttavo davanti questa?  Ha ceduto, stasera riapre a Mentone……..” “Ah, benissimo!! Allora tutto ok, la legislatura è salva.” “Certo Umby, è salva si. Vedi? Lavoro, tenacia, fantasia ed un pizzico di ottimismo e tutto si risolve…” I due si abbracciano e l’Umby se ne va, lasciando l'operoso ed indefesso Premier esausto, ma soddisfatto,  abbandonato sulla sdraia dal telo di candido lino, telaio in pregiatissimo tek, sotto il profumatissimo cedro del Libano. Si fa sera. Sono le 20.00. Parte il TG. “Buona sera, ecco i titoli del Tg: drumme drumme drumme…L’Italia parteciperà ai bombardamenti in Libia, ma gli alleati approvano la mozione italiana sulla data certa per la scadenza della missione; drumme drumme drumme…In politica estera la maggioranza si ricompatta: approvato il documento della Lega per il disimpegno italiano dal conflitto libico; drumme drumme drumme…Stop alla scalata della francese Lactalis alla Parmalat. Berlusconi: voglio vederci chiaro! Drumme drumme drumme Clandestini: l’Italia ribadisce la ferma intenzione di denunciare la Francia alla Corte Europea se non saranno applicati gli accordi di Schengen…Mah. Vi do un consiglio: non perdeteci tempo, cambiate canale. Buonanotte. Ciao, Caelsius.

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