De Petrus Felix, Crinitus

Pubblicato il da caelsius

 

La Filastrocca

   

Alcuni affezionati lettori mi hanno garbatamente fatto intendere che, a loro parere, io sarei esageratamente critica con Mr Saponetta, troppo severa nei miei giudizi sul suo conto e si chiedono per quale ragione io ce l’abbia così tanto con lui. Qualcuno è addirittura arrivato ad ipotizzare lamntr2-copia-1 possibilità che possa esserci una ragione precisa per questo mio atteggiamento, un precedente personale, che ne so, un episodio particolare che possa avere causato in me una sorta di risentimento, per cui io ora mi sentirei autorizzata a consumare una piccola vendetta contro il parlamentare molisano. Che volete che vi dica? Sono completamente spiazzata da queste inattese osservazioni che mi riguardano e la mia prima reazione è di sorpresa e di sconcerto. Sapete, io sono abituata a parlare degli altri, di me stessa non parlo quasi mai, sono molto riluttante a farlo. Per cui mi limito ad una sola considerazione: se l’On. Bagnoschiuma, o chi per lui, si preoccupa delle sobrie ed ironiche valutazioni di una innocua adolescente romana, sta messo male, ma tanto. Dopo di che, io rinuncio in una volta sola sia alla mia autodifesa, che al diritto di replica e mi rimetto all’evidenza dei fatti.  Il Molise è una regione stupenda, terra di fiabe, di fate, di maghi e di streghe che, personalmente, mi ha sempre affascinata, sollecitando la mia fantasia sin da fanciulla. Quindi non sono prevenuta né col Molise, né coi molisani, anzi. Peraltro, la mia nonna paterna, sopraffina ricamatrice per diletto, adora il Molise per averle la gente di quella regione insegnato il ricamo al tombolo, una cosa che non si capisce a vederla, figuriamoci a farla. Nei miei sporadici contatti con popolazioni autoctone della Regione ho anche imparato qualche breve filastrocca e qualche canto popolare di quelle contrade. Ce n’è uno che racconta di una bimba nata nel periodo della mietitura del grano, che fa così: “Quando matura il grano, trullalà, ci è nata una bambina con le rose e i fiori in mano, non era paesana e manco cittadina. Trullalà. Era di quel bosco, a fronte della marina, a fronte della marina…” Qualche giorno fa, quando il risultato delle consultazioni elettorali amministrative stava ormai assumendo i contorni del trionfo per l’Italia dei Malori, Mr. Palmolive fu visto uscire gongolante da Montecitorio con alcuni colleghi, pardon, compagni di partito, e mentre con loro si dirigeva da Giolitti per il solito gelato al caffè si mise a cantare :  “Cuann' mètur' 'u ran', trullalà, ch'è nat 'na bambina ki ros e hiur' 'mman, n'jèv' pa(ie)san' e mank cittadina, Trullalà. Jèv' d'kull' vòsk , a front a la marina, A front a la marina…”. Ecco : questo non è montenegrino, ma molisano, e la filastrocca è la stessa di prima. Mi cominciate a capire adesso? Mi seguite? Credo e mi auguro di sì. Anzi, son certa della vostra solidarietà. Grazie.

 

 

La Cicogna

 

Io, comunque, non solo non ce l’ho con l’On. Checciazzecca, che per certi versi mi suscita pure tenerezza…, ma addirittura cerco di non calcare troppo la mano con lui, tanto che a volte, per “coprirlo”, rischio di venir meno ai miei doveri deontologici di imparziale cronista. E quando in giro mi dicono di lui che ha fatto o detto questo o quello, o che gli è capitato quell’altro, prima di prenderne atto e di riferire ai miei lettori verifico 100 volte. Un esempio per tutti. Tempo fa, qualche maldicente s’era inventata una storia incredibile sul suo conto, assolutamente  inverosimile, secondo la quale la madre dell’ex Ministro dei “Valori Pubblici”, dopo essere stata da una chiromante del posto di solida e riconosciuta fama per avere una profezia, per interrogarla circa il futuro del bimbo che le stava arrivando, abbia poi preso a sassate la cicogna che glielo portava. A sassate? Ma come si fa, ma è impossibile! Cosa può averle mai detto quella fattucchiera per ridurre una tenera mamma ad accanirsi così ferocemente contro il suo inerme pargoletto? Potete immaginare il mio scetticismo e la  mia stupita incredulità a quella confidenza di cui venivo messa a parte. Ma vi pare che possa essere vero che l’abbia presa a sassate? Ma si può credere ad una cosa del genere? Per eliminare ogni mio dubbio in merito con dati di fatto inoppugnabili e riscontri certi, decisi di indagare a fondo e feci un sopralluogo in Molise per cercare di ricostruire la vicenda nei minimi dettagli. Tanto feci che, nonostante gli iniziali imbarazzi e le omertose reticenze dei più anziani paesani dell’On. Dixan, alla fine riuscii a trovare ben tre testimoni oculari di quel fatto disposti a collaborare. I loro resoconti si rivelarono lucidi, circostanziati e tra loro perfettamente concordanti, e valsero a confermare in pieno il mio scetticismo in merito a quella vicenda. Ma quali sassate! Non è vero niente. In realtà la madre del futuro On. Bio Presto quella cicogna non la prese a sassate, ma gli sparò con il fucile, una doppietta, mandando purtroppo a vuoto entrambi i colpi in canna. Eh, mi pareva, volevo ben dire che avendo saputo con largo anticipo delle future “prodezze” del nascituro si fosse limitata solo alle sassate…

 

 

I Cannelloni

 

Per gravosi impegni parlamentari (ma quali?), da sabato 25 giugno Mr Badedas s’è dovuto trattenere a Roma per tutto il week end con un paio di compagni di partito accomunati dallo stesso problema: cha facciamo stasera? Dove si può andare a passare una serata allegra e rilassante? All’improvviso, un ammiccante manifesto (1) appiccicato al muro sembra suggerire una intrigante soluzione. Dopo averlo attentamente letto, Mr. Roger&Gallet, indicandolo coll’indice sinistro (mica col destro), esclama trionfante: “ Ecce qqua, andiamociceneci a Castelfusano (Lido di Roma, ndr) ce che c’è lo Festival do’ Cannellone…Aoh, so’ bbuo’ altrochè …Co ‘ripien e’carn…o a ricott, bbuon!!” E poi altre cosette pa(ie)esan’ dall’Africa e altre cose…Daje cumpa, n’jèv’ male, andiamoceneciceci là”. Poco convinto dalla proposta del “capo del partito”, ormai hanno imparato a conoscerlo tutti e nessuno si fida più di lui, manco i suoi, uno dei due deputati dell’Italia dei Colori si avvicina e legge personalmente il manifesto. C’era scritto: Sabato 25 giugno 2011, a Castelfusano ore 21 Electropolis Festival : CHANNEL ONE, Afrikan Simba +many others… Mah, non so voi, ma io non ho parole. Ciao.

 

(1) In effetti si trattava di una locandina. Ma per fargli piacere la indico come Manifesto, così il neo-proletario è più contento che gli richiamo i neo-compagnucci suoi. Ma quanti nei…sto Rexona.

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