Il PD si augura il "martirio" della Kyenge per imporre l'integrazione degli stranieri.

Pubblicato il da Caelsius

Sta sollevando molto scalpore in rete un post di Dolores Valandro, consigliera di quartiere leghista a Padova, che sul suo profilo Facebook sotto la foto del ministro dell'Integrazione Cecile Kyenge scrive in maiuscolo: "Ma mai nessuno che la stupri?". "Così - aggiunge - tanto per capire cosa può provare la vittima di questo efferato reato. Vergogna". Il post della Valandro è rilanciato da molti utenti dei social networks che esprimono la propria giusta indignazione, mentre Massimo Bitonci, capogruppo della Lega Nord al Senato e segretario della sezione di Padova dove è iscritta Dolores Valandro, si dissocia totalmente dalle frasi espresse su Facebook dalla consigliera invitandola a porgere le proprie scuse alla Kyenge ed addirittura Flavio Tosi, segretario veneto e vice segretario della Lega Nord, ha già anticipato l'espulsione della Valandro dal partito. Sin qui la cronaca. 

Ora noi al solito cerchiamo di non farci travolgere dalle emozioni del momento, da istintive reazioni a caldo per cercare di capire cosa in realtà è successo e perchè. Premettiamo che anche noi condanniamo e ci dissociamo dall'atteggiamento aggressivo e smodato, e dalla reazione della Valandro nei confronti del ministro per queste ragioni: primo perchè rispettiamo sempre le istituzioni, non solo quando la cosa ci fa comodo, ma sempre, anche quando riteniamo non ci rappresentino e di questo siamo consci e fieri perchè è quello che ci distinguerà sempre dalla sinistra. Secondo, per coerenza, perchè se siamo contrari alla bieca e terrificante pratica degli stupri di donne indifese come siamo, entreremmo in contraddizione con noi stessi se poi operassimo dei distinguo tra chi sì e chi no dovrebbe o potrebbe essere stuprato. Senza dire che lo stupro è un delitto vile e deprecabile che come tale va sempre condannato, perseguito e represso a prescindere se la stuprata è italiana, congolese o di qualsiasi altra etnia. Del resto chi ci segue sa che noi siamo i primi paladini dei diritti e della dignità delle donne musulmane spesso vilipese e seviziate, e non è che esultiamo, anzi ci schieriamo sempre a loro difesa, quando le stuprano, in omaggio alla nostra posizione di netto contrasto dell'islamismo invadente e prevaricante che considera le donne degli oggetti inanimati. Terzo, per principio non auguriamo la morte, il dolore, la sofferenza o la distruzione fisica di persone rispetto alle quali ci dividono ragioni ideali, appartenenza politica o visione della vita. Mai ci abbasseremo al vergognoso e putrido livello degli pseudi intellettuali sinistrorsi che esultarono per la morte di Oriana Fallaci dopo averle augurato la morte, o si abbandonano alle squallide e macabre manifestazioni di giubilo per la morte di Andreotti. E neanche, per quanto gliene abbiamo dette di tutti i colori, e lo abbiamo scritto chiaro e tondo, ci è mai venuto di augurare a magistrati autori di sentenze scandalosamente blande nei confronti di assassini, aguzzini e stupratori di donne, di vedersi ammazzare o violentare madri, mogli, sorelle e figlie per verificare cosa si prova in quelle tragiche circostanze e capire in un modo così devastante le conseguenze del loro lassismo giudiziario. 

Però, questa vicenda della Kyenge ci ha fatto squillare un campanellino in testa facendoci vedere sotto una luce diversa cose cui non avevamo dato troppo peso sinora. Senza arrivare ai toni duri e terrificanti della Valandro, il governatore Zaia lo scorso 2 maggio, poco più di un mese fa, rivolse ad una Kyenge che latita sistematicamente quando gli autori di misfatti esecrabili sono gialli, rossi e neri l'invito a visitare la vittima, una ragazza austriaca, dello stupro di due ghanesi, per testimoniare solidarietà e per rendersi conto di come i due immigrati l'avevano ridotta. Ora
, se un ghanese ti dà un calcio e tu glielo restituisci, a lui non scatta niente,  per te scatta l'aggressione, la violenza privata, le lesioni. La Kyenge non si rende conto che siccome quella ragazza è stata violentata in Italia nessuno in Austria si chiederà di quale nazionalità fossero gli stupratori, ma bolleranno il fatto come "stupro italiano"? E per par condicio, almeno, se non per giustizia, non dovrebbe scattare l'aggravante del danneggiamento e della mortificazione dell'immagine dell'Italia per i due ghanesi? In quella occasione Zaia ricordò alla ministro che il Veneto è la prima Regione d’Italia per immigrazione legale e che "chi viene legalmente e lavora qui è il benvenuto, ma tutti devono rispettare la legge e chi delinque deve essere espulso. Il rispetto della donna e della sua identità è uno dei pilastri della nostra cultura veneta. Chi viene da noi deve accettare questo principio sociale e rispettarlo senza se e senza ma". Silenzio totale, nessun cenno di risposta della Kyenge. Chi tace acconsente si dice in Italia, nel Congo non sappiamo: dovremmo forse interpretare il silenzio della Kyenge come una tacita approvazione dello stupro se a farlo sono individui di colore e la stuprata è una bianca? Un ministro dell'integrazione non si dovrebbe sentire in dovere di intervenire con decisione a stigmatizzare questi esempi di dis-integrazione? In suo soccorso però arrivò la deputata del Pd Margherita Miotto: "Per quali ragioni il ministro Kyenge dovrebbe sentirsi responsabile dello stupro di una cittadina austriaca da parte di alcuni cittadini extracomunitari? Zaia la smetta di alimentare il razzismo e la xenofobia con queste stupide associazioni di idee". Allora, senatrice Miotto glielo diciamo noi perchè la Kyenge avrebbe dovuto pregiarci di un suo grazioso intervento. Intanto, nessuno l'ha accusata di essere responsabile di quel fatto increscioso, per cui al solito exusatio non petita accusatio manifesta, o coda di paglia che dir si voglia, scelga la Miotto. Poi, stiamo parlando del ministro dell'Integrazione, la quale per essere credibile nel delicatissimo ruolo che svolge, il minimo che le si richiede è che si comporti in modo responsabile e credibile. Non si può far finta di niente quando i "cattivi" sono gli extracomunitari, per poi gridare allo scandalo quando si presume che qualche extracomunitario sia vittima di atteggiamenti xenofobi ingiustificati. Perchè se due ghanesi stuprano, non sono due extracomunitari, ma due delinquenti della peggior risma, da condannare ed espellere a calci. Non si può accettare che i violenti non siano perseguiti perchè sono immigrati. E' questo il razzismo, il voler privilegiare qualcuno per la sua pelle, razza e religione, e noi non possiamo accettare un ministro razzista che discrimina gli italiani con il sostegno dei collaborazionisti del PD. Ora nolenti o volenti, il PD e la Kyenge devono prendere atto della ineludibile obbiettività dei numeri, tanto per rispondere alla Miotto che ha accusato Zaia di xenofobismo per l'associazione di idee stupro-ghanesi. In un post del 2011 Qelsi documentò gli allucinanti risultati di una ricerca che dimostra come in rapporto alla proporzione delle varie etnie nella composita società italiana, gli immigrati commettono stupri nel rapporto 10 ad 1 rispetto agli italiani. Per cui la presenza degli stranieri suscita un motivato allarme sociale al quale il governo, e la Kyenge con questo, deve dare una risposta efficace e convincente. Ed invece questo la Kyenge non lo fa, in realtà nemmeno la componente maggioritaria del governo, ma anzi assume atteggiamenti di sfida che spesso non è esagerato definire provocatori. Ecco allora la domanda che ci eravamo posti all'inizio in modo criptico all'interno del discorso: ma a chi può essere venuto in mente di mettere la Kyenge nel posto che occupa, un ministro che invece di tentare di risolvere i problemi li crea e quelli che ci stanno li aggrava? Chi può ritenere utile cercare di smorzare il fuoco con la benzina? Beh, la risposta è facile e sta nei fatti. Più la Kyenge si schiera, più elude, più provoca ed aizza e più la protesta e l'indignazione si levano in alto sempre più forti e roboanti, come lo scatenarsi di una tempesta dentro alla quale si sprigionano fumini e turbinii. E se i fulmini son tanti volete che prima o poi uno non ci capiti addosso? Si mesta nel torbido,  si sucitano rancori e risentimenti, si alimenta l'oltranzismo di parte e tra tanti che strepitano e si dimenano non volete che qualcuno arrivi ad insultare la Kyenge, ad offenderla od a minacciarla delle cose peggiori? Il massimo per il PD, ed è proprio quello che sembra stia cercando, sarebbe uno contestazione virulenta che non si limitasse alle invettive contro la ministro che pretende di essere italiana comportandosi però come una nemica giurata del Paese che la ospita e della quale dichiara di voler fare parte a pieno titolo. Una martire, ecco cosa servirebbe al PD per chiudere a modo loro la "pratica" dell'immigrazione. Allora stiamo attenti, non cadiamo nel tranello, cerchiamo di ricondurre la problematica dell'immigrazione nell'ambito della civile discussione, un terreno sul quale il PD e la Kyenge non hanno argomenti od armi da contrapporre. Già a parlarne così tanto facciamo un favore agli invasori, agli islamici, ai neri, a tutti i prepotenti che arrivano a casa nostra a spadroneggiare incontrastati. Apposta hanno messo la Kyenge, per far emergere un'emergenza da risolvere al più presto. Ecco per noi l'immigrazione clandestina non è una emergenza e la soluzione è semplice: ingressi controllati e legali, via tutti gli altri. Fine delle trasmissioni, e se continuano ad insistere sull'argomento, parlassero da soli, non con noi.

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