Come i “Fatti” della Destra battono le “Chiacchiere” della Sinistra.

Pubblicato il da Caelsius

polveriniRenata Polverini, romana 49nne, di estrazione sindacale, segretaria generale dell’UGL dal 2006, dal 30 marzo del 2010 è il Governatore del Lazio, la seconda regione italiana per PIL pro-capite, appena dietro alla Lombardia. La sua è stata un’elezione travagliata. A fine 2009, dopo che il PdL ne ufficializzò la candidatura alle amministrative del Lazio, ricevette l’appoggio della lista di Destra, dell’UdC e della lista civica “per Polverini”. Quello che successe subito dopo è storia recente e molti ricorderanno la vicenda. Temendo che la Polverini, come indicavano i sondaggi, potesse battere il loro candidato Emma Bonino, i generali dello stato maggiore di Botteghe Oscure chiesero ai giudici rosso-togati di intervenire per far sì che si rendesse sicura la loro vittoria, e nell’unico modo possibile, cioè tramite l’eliminazione “fisica” dell’avversario. Ligi e solerti come sempre quando si tratta di pronarsi ai diktat dei loro sinistri “datori di lavoro”, per un insignificante cavillo burocratico creato artatamente all’atto della registrazione delle liste, i rosso-togati del TAR del Lazio misero fuori corsa la lista del PDL a Roma. Mica era poco: ad occhio e croce alleggerita di una milionata e mezzo di voti l’opposizione alla Bonino. Però, secondo i nipotini di Stalin, la legge era rispettata e la democrazia salvaguardata. Alcuni a Sinistra provarono a partecipare il potentissimo PD del loro imbarazzo, che non gli pareva né giusto né democratico eliminare l’avversario e vincere in questo modo. Ma la Centrale Rossa di Roma non ebbe esitazioni. Zittì le voci dei dissidenti al suo interno (e gli è pure andata bene a questi, che prima li avrebbero fucilati senza processo) arrivando persino a negare la possibilità di un breve rinvio del turno elettorale per sanare la situazione. Per fortuna se loro son furbi e vigliacchi, a Destra c’è gente intelligente e coraggiosa e la Polverini non si perse d’animo e non volle dargliela vinta. C’era ancora in ballo la sua lista civica: nell’ordine di servizio che il PD aveva inviato ai rosso-togati di quella non era stato indicato che fosse da eliminare. Per cui il PdL potette chiedere ai propri potenziali elettori di convogliare i loro voti sulla minuscola lista civica “per Polverini”, cui si sommarono quelli delle liste della Destra e dell’UdC. Così, si riuscì umiliare  la Sinistra con  quasi il 52% di voti per la Polverini, un risultato elettorale straordinario se rapportato alle condizioni in cui maturò, senza uno straccio di campagna elettorale alle spalle. Da quel giorno trionfale non è passato molto tempo. Il precedente Governatore Piero Marrazzo, ex giornalista del canale televisivo comunista a pagamento RAI, travolto dagli scandali, vigliacco come tutti lo sono in quella parte politica, era scappato lasciando dietro di sé un disastro: 25 mdi € di deficit, ospedali dismessi, servizi fatiscenti, asili-nido ed assistenza sociale alla deriva, nessuna indicazione per lo smaltimento dei rifiuti. Ma la Polverini non s’è persa d’animo e con coraggio e determinazione, senza abbandonarsi ad inutili lamentele e sterili recriminazioni, ha fatto la cosa che tutti si aspettavano che facesse: mettersi a lavorare per risolvere i problemi della gente. La sua filosofia è semplice: mantenere le promesse fatte agli elettori e confrontarsi con loro giorno per giorno, incontrandoli dappertutto, per strada, nelle scuole, negli ospedali, nei posti di lavoro, senza nascondersi dietro alle parole o porsi al riparo in blindatissimi uffici presidiati da truci gorilla come son soliti fare certi amministratori di Sinistra, per i quali quello che fanno è merito proprio, e quello che non fanno è colpa del Governo. Ed anche ieri, all’11esima festa del PdL di Sacrofano (Roma) una festa senza salsicce, ma con tante idee ed ambiziosi progetti sul tavolo, il Governatore ha ribadito che “La manovra del Governo  non sarà un alibi, una scusa per venire meno agli impegni assunti con la gente, ma una motivazione in più per impegnarsi meglio e  con più forza ed in modo più creativo”. Ad oggi, nel Lazio sono state già avviate parecchie iniziative meritevoli e produttive. Niente di eccezionale, sono solo primi passi, ma quello che consola e rincuora è che sono fatti con sicurezza e nella giusta direzione. In meno di un anno e mezzo, il deficit Regionale è sceso dell’8 % da 25 a 23 mdi € solo adottando poche misure per contrastare gli sprechi, in attesa del varo di importanti riforme strutturali. Per esempio, si sono conseguiti risparmi per 500 mni € sulla sanità. Son pochi, ancora, ma sono di un enorme valore simbolico se si pensa che non hanno comportato alcuna contrazione dei servizi offerti, anzi, e che non sono stati chiusi né ambulatori, né ospedali, come faceva il precedente Governatore Marrazzo formatosi alla scuola marxista di Saxa Rubra. Sono state adottate misure semplici, immediate ed a costo zero come quella del taglio di 7 mni € di affitti passivi per sedi non usate, ma a disposizione della Regione. Poi è stato varato e finanziato per la fase di avvio il Piano Casa a favore delle famiglie e dei PMI (piccoli-medi imprenditori) per aiutare le prime ad acquistare un alloggio, i PMI a realizzare le strutture edilizie e logistiche necessarie alle loro attività produttive. Secondo stime di operatori del settore edile, non della Regione, già in questa prima fase l'indotto creato supererà i 1.000 mni €. Avviato anche il concreto sostegno all’occupazione con i voucher per il lavoro occasionale lanciati con lo slogan : “Nel Lazio il lavoro VO.LA”, dove questo sta per VOucher LAzio. Il meccanismo prevede il rimborso di 1 voucher su 10 a favore dei datori di lavoro, e potranno servirsi di questo strumento non solo i lavoratori part-time, le casalinghe, i pensionati e gli extracomunitari con regolare permesso di soggiorno, ma anche i lavoratori in cassa integrazione, i disoccupati ed i lavoratori in mobilità. Poi il Piano Rifiuti, approvato in soli sei mesi, per il quale le parole-chiave sono prevenzione, riduzione e legalità, con interventi strutturali in linea con   gli obiettivi e la normativa europea, nell'ottica di trasformare i rifiuti da problema a risorse Il Piano è stato inoltrato a Bruxelles con urgenza per scongiurare la pesante sanzione prevista nella Procedura di Infrazione già notificata alla Regione Lazio a causa delle inadempienze della precedente giunta Marrazzo. Sono tutte iniziative condotte a livello regionale, ma che sono in perfetta sintonia con le direttive del Governo nazionale, cui danno piena ragione, che ha indicato nella lotta agli sprechi e negli investimenti produttivi l’unica via da percorrere per il rilancio dell’economia e del Paese. Insomma, mentre la Sinistra trama con arroganza senza neanche più nascondersi con la copertura compiacente ed interessata di magistrati perlomeno discutibili e che spesso fanno scempio dell’etica della loro professione, mentre Bersani e soci lanciano oscure minacce e tradiscono il loro Paese denigrandolo agli occhi di tutto il mondo e boicottandolo al grido di “Tanto peggio, tanto meglio” e “Berlusconi si dimetta”, intralciando la diligente e costruttiva azione del Governo, c’è ancora qualcuno, anzi per il vero ce ne sono molti perché la Polverini è solo un esempio, che tirano dritto lavorando alacremente e con entusiasmo per il proprio Paese, senza perdersi in inutili chiacchiere, nel vittismo od in sterili polemiche da bar dello sport. E questa notizia è molto, molto più di una speranza, e può diventare la pietra tombale delle velleitarie ambizioni della Sinistra italiana. E siamo contentissimi che la festa del PdL a Sacrofano sia stata nobilitata dall’intervento della Polverini, mentre contemporaneamente a Roma, la festa dei Valori di P.zza Risorgimento sia stata squalificata dalle volgarità di Di Pietro ed ulteriormente infangata dalla partecipazione di Piero Marrazzo. La differenza, in fondo, è tutta qui. Caelsius.

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