The Voice - Il nuovo talent show Rai

Pubblicato il da caelsius

 

 

Per i più grandi “the voice” non può che evocare il mitico Frank Sinatra. Se andate a Las Vegas e vi fate una passeggiata lungo la Strip e vi fermate davanti alla enorme fontana ai piedi della monumentale entrata del Bellagio, vi accorgerete che sono solo le immortali melodie della “voce” per antonomasia a fare da colonna sonora per i giochi d’acqua computerizzati. Ma adesso in Nord America qualcosa sta cambiando e “the voice” è per i più giovani un’altra cosa, cioè un nuovo programma TV che sta avendo un successo travolgente, ben al di là delle aspettative del suo ideatore, che poi è sempre lui, il padre del Grande Fratello, l’olandese John de Mol. Si tratta di un talent show che prevede l’esibizione di aspiranti cantanti, ma con una novità che, come tutte le cose geniali è semplicissima: i giurati ascoltano i concorrenti durante le loro esibizioni, ma senza vederli, dando loro le spalle per non essere influenzati dal loro aspetto, dal loro look o dai loro atteggiamenti. Si giudica solo la voce per quello che è, senza nessun tipo di condizionamento. In onda sulla rete NBC, il talent show ha fatto registrare un boom di ascolti già alla sua prima uscita, con quasi 12 milioni di telespettatori, suscitando lo spasmodico interesse dei più popolari talk show. In pratica al momento negli States non si parla d’altro. In Italia il programma sbarcherà in autunno e per acquisirne i diritti televisivi è scoppiata una lotta senza quartiere tra Raidue e Mediaset. La prima deve rimpiazzare X Factor migrato su Sky, mentre Mediaset, con non molta convinzione, conta di accaparrarsi il format facendosi forte della sua presenza in Endemol, la società cui appartengono i diritti del programma. La storia di Endemol la conoscete tutti. Società quotata alla Borsa di Amsterdam, e presente coi propri format in 45 paesi del mondo, fu venduta nel 2000 dal suo proprietario De Mol alla spagnola Telefonica in cambio di 5.500 milioni di € (si avete letto bene : 5,5 miliardi di €) e la conservazione del ruolo di direttore artistico della stessa. Tra l’altro all’epoca l’euro non era ancora circolante, ma le operazioni in borsa erano già quotate in euro, un bel vantaggio per John. Sopravvenute difficoltà finanziarie costrinsero Telefonica a disfarsi di Endemol per fare liquidità e così la società fu riacquistata da una cordata a capo della quale c’era lo stesso De Mol, e comprendente Mediaset e la banca d’affari Goldman Sachs. Il prezzo? 3.400 mni  €. Non male per John che ha ricomprato per 3,4 quello che aveva venduto poco prima per 5,5. E si parla di miliardi di euro…….Ritornando a noi, il meccanismo del programma prevede varie fasi: nella prima, detta di “casting”, avviene la preselezione dei personaggi. Le future pop-stars vengono ascoltate senza essere viste dai quattro coaches, come qua chiamano i giurati. Quando un coach apprezza una voce, preme un pulsante e pronuncia : “I want you”, “scelgo te”. Se i coaches che scelgono un concorrente sono più di uno sarà lo stesso candidato a decidere a quale di loro affidarsi perché è quello col quale stabilisce il feeling più convincente. Da qui in poi, l’iter è quello alla X Factor, col coach che segue e sostiene il suo pupillo sino alla puntata in prime time in cui ne sfida un altro. Alla fine, uno solo sarà il vincitore: “The Voice”, e l’eletto si porterà a casa un contratto da 100.000 $, 70.000 €, più numerose ricadute pubblicitarie, neanche tanto in ragione di quello che ci guadagnano sopra John, Silvio, sponsors, agenti, pubblicitari e managers vari. La squadra dei 4 coaches che patrocineranno le aspiranti star della trasmissione, include i rappresentati degli stili musicali prevalenti del momento: pop, rap, pop funky, e l’evergreen country. Il coach più noto in Europa è sicuramente Christina Aguilera, la popolarissima cantante pop ispano-americana, padre ecuadoregno e madre irlandese, oltre 40 milioni di album venduti, più volte affacciatasi in top ranking nel Billboard Hot 100 qui negli USA. Nel 2006 è stata al vertice delle classifiche in molta parte d’Europa con la ballata “Hurt”, un singolo di modesto successo in Italia e Spagna ed addirittura ignorato negli States. Ma Christina si è ampiamente rifatta l’anno dopo, nel 2007, col singolo “Candyman” di grande successo dappertutto, anche negli USA, che addirittura è stato un vero tormentone estivo in Italia dove fu anche adottato come canzone ufficiale della Serie A TIM 2007-08. Poi c’è Cee Lo Green, quello di “Cell Therapy” e “Soul Food”, rapper, produttore discografico e singer-songwriter, noi diremmo cantautore, altro assiduo frequentatore del Billboard sia in Hot 100, che in Album charts. Non poteva mancare nel gruppo un forte richiamo per il gentil sesso, ruolo affidato al fenomeno del momento, Adam Levine, 32enne scultoreo sexy-ragazzone californiano, molto più popolare per le sue tendenze nudiste che come cantante solista e chitarrista del gruppo pop-funky Maroon 5. Infine, un “must”, il cantante “stelle e strisce” Blake Shalton, tutto sommato il più credibile dei quattro coaches. 34 anni, esponente di rilievo della country-music americana, orgogliosissimo delle sue radici nel  Deep South, in Oklahoma per la precisione, nome che nella lingua degli indiani Choctaw significa Pellerossa, alla causa dei quali lui tanto è sensibile. Blake fu protagonista di un esordio scoppiettante nel 2001, installandosi col suo primo album “Austin” in testa al Billboard Hot Country Song chart, il primo acuto di una incredibile carriera disseminata di  clamorosi successi. Chiudo con una anticipazione che appare molto di più di una voce di corridoio. In attesa dell’esito della gara con Mediaset per l’acquisizione dei diritti del format, la Rai sta per lanciare su Raiuno, pare alla fine di questo mese, una versione VIP del programma, con la conduzione del solito Carlo Conti. Per tre serate in prima fascia si faranno cantare i soliti noti:attori, giornalisti, personaggi affermati e popolari presso il grande pubblico, e se il test risulterà positivo potrebbe essere proprio l’Ammiraglia di Saxa Rubra a rilanciare tentando il colpaccio per “The Voice”. Chiudo con una breve parentesi, un fall-out di quanto accennato sopra. L’Italia conta 60 milioni di abitanti, 40 milioni di commissari tecnici della Nazionale di Calcio, 20 milioni di cantanti, 12 milioni di cacciatori, 10 milioni di motociclisti, 8 milioni di dilettanti dello spettacolo, 3 milioni di critici d’arte, ma solo 2 conduttori, Gerry Scotti e Carlo Conti, per 1000 broadcasters. C’è qualcosa che non quadra. Ciao, Caelsius

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